Ti chiedo scusa amica sconosciuta.
Ti chiedo scusa per l’inerzia dettata dal mio benessere. Cosa volevi fare? Quale il tuo sogno? Sciare… Lo sai fare bene. Vorresti, ma non puoi, partecipare ad una gara vera…
Ma non puoi farlo nella tua Iran.
Ti chiedo scusa amico sconosciuto…
Ti chiedo scusa per l’inerzia dettata dal mio benessere. Sei un artista. Dipingi. In Iran. E per ciò che dipingi sei stato condannato. Come “corruttore del popolo”, ed è la pena più grande quella che ti aspetta… Ma riuscirai a comprarti la salvezza vendendo alcuni dei tuoi quadri all’estero…
Ti chiedo scusa amico sconosciuto...
Ti chiedo scusa per l’inerzia dettata dal mio benessere. Ami la musica trash-metal. Nel tuo paese, l’Iran, è bandita. Ma attraverso quella musica tu incanali la tua voglia di esprimerti. E vai oltre le limitazioni. Anzi, riesci anche ad autoprodurti, con alcuni amici registi, un video di una tua canzone. Non hai alcun riferimento da prendere come esempio sull’argomento, è molto difficile avere contatti via internet su di una cosa che nel tuo paese è considerata corruttiva.
Ma non ti fermi.
Amici iraniani, sconosciuti, Vi chiedo scusa per quel mio collega: “Tanto non cambia niente. E’ inutile votare, è inutile sperare, cambiare…” E’ passato un po’ da quando ho visto le vostre storie, complice una tv satellitare che ci ha fatto conoscere “sconosciutamente”. Non c’erano ancora state le vostre elezioni (rivelatesi una farsa, purtroppo, e per la quale ora manifestate).
Ed era a breve, che si sarebbero tenute le nostre. Mi trovavo a parlarne con un collega, e fu in quella occasione (a riguardo delle nostre elezioni) che si espresse in quel modo. I giorni sono trascorsi, e a vedervi lottare per le strade, nonostante la repressione, i basij (gruppo paramilitare integralista – girano con le moto con i manganelli a picchiare), gli spari su di voi manifestanti civili, rivendicanti il rispetto dei vostri diritti per avere “il” cambiamento, più democrazia, più libertà, mi fa riflettere profondamente. Mi fa sentire a disagio. Ho fatto un’associazione. Forse azzardata, imprudente, imparagonabile, ve ne chiedo scusa (ancora). Mi sono detto: “guarda, chi sarebbe più autorizzato, paradossalmente, a non fare nulla, impedito, fermato, nella speranza di modificare qualcosa semplicemente facendo sentire la propria voce, represso da un potere così violento, in scalfibile, protesta. Grida, va in piazza. Nonostante gli spari. Nonostante i manganelli. Nonostante il pericolo di perdere la vita. Nonostante i morti…”
E noi?
Ed io?
Il tutto si racchiude sinteticamente nella frase del collega. Frase che, ahimè, i miei atteggiamenti, hanno fatto propria chissà quante volte più o meno consapevolmente.
Vi chiedo scusa.
Forse solo chi veramente è allo stremo non si pone domande, non si schermisce con la costruzione di alibi, giustificazioni, e agisce. Semplicemente per il solo fatto di non rimanere fermo: l’immobilità come complicità. Vi chiedo scusa. Per l’inerzia dettata dal mio benessere. State lottando. Stanno cercando di isolarvi, chiudendo ogni canale di comunicazione con l’esterno: i giornalisti, le tv, internet. Ma anche grazie a quest’ultima tecnologia, qualcosa comunque viene fuori: video, immagini rubate tramite i cellulari e scaricate in rete non appena possibile. Perché è importante non essere soli. Non sentirsi soli. Far viaggiare il pensiero, le idee, le disperazioni, la disobbedienza civile, è difendere dall’oblio del nulla i sogni, i desideri, e il diritto di vivere in libertà di ognuno.
Allora, io, dovrei agire nel mio piccolo.
Nel mio paese. Battermi per la libertà di espressione. Per la libertà dell’informazione. Per la libera circolazione delle idee.
Seneca diceva: “un’ idea buona, è patrimonio di tutti” .
Voglio sperare che anche il mio piccolo e inconfrontabile sforzo, paragonato ai vostri, possa essere d’aiuto a concorrere all’”universalizzazione” dei diritti.
Nel mio piccolo:
- voglio che la libertà di espressione venga tutelata (sia in rete che non - vedi iniziativa FREEBLOGGER) - voglio che i politici, siano persone trasparenti e, soprattutto, che si considerino, nell’accezione positiva, “servitori dello stato e dei cittadini”, non il contrario (vicende d’attualità sul presidente del consiglio Silvio Berlusconi: non è gossip, è l’uomo nella sua interezza, nella sua complessità – pubblica e privata -, che ricopre incarichi di responsabilità verso la popolazione, non una parte di esso).
- voglio che la sicurezza di ognuno sia garantita dallo stato (NO alle ronde) - voglio che nel nostro paese, come dettato dalla Costituzione (Art. 3): la legge sia uguale per tutti.
- Voglio che non vengano promulgate le misure contenute nel pacchetto sicurezza in arrivo al Senato che bloccano di fatto lo strumento principe per le indagini: le intercettazioni; nonché la morte del dovere d’informare i cittadini (vedi appello de “La Repubblica” http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/dovere-di-informare/index.html)
- voglio che i telegiornali del mio paese, specialmente quelli che contribuisco a mantenere in vita pagando il canone, diano risalto a quanto sta accadendo all’immagine del presidente Silvio Berlusconi (da uno studio fatto recentemente, il 70% della popolazione – il 70%!!! – forma le proprie convinzioni, le proprie idee su ciò che lo circonda seguendo la tv. In virtù di questo è incredibile che il tg1 (ma è un problema di molti, troppi, tg), telegiornale principe dell’informazione pubblica, non dia tali notizie!)
E tante altre cose…(per motivazioni ad alcuni dei punti soprastanti: http://unpojokerunpobatman.blogspot.com/2009/06/freeblogger.html)
E Voglio che i miei amici sconosciuti iraniani siano liberi di protestare senza subire alcun tipo di violenza. Nel mio piccolo, sostengo pienamente la vostra protesta.
Amici, che venite picchiati a sangue, uccisi…(http://www.repubblica.it/2009/06/dirette/sezioni/esteri/iran/domenica-21-giugno/index.html)
Amici, vi guardo in queste foto (prego ognuno di noi di avere il coraggio di guardarle tutte)…(http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/scontri-teheran/1.html).
Sono con voi…
Per la “universalizzazione dei diritti”, alla quale concorrono le lotte per il mantenimento di quelli acquisiti oltre che naturalmente, la loro creazione, dove non sono mai esistiti.
(Vi prego di far girare. Ognuno di noi si senta non solo importante per il proprio mondo…)
Diego
LEGGO MOLTO SPESSO QUESTO TUO BLOG CHE HO SCOPERTO DA POCHISSIMO...BRAVO DIEGO...NE ERO CONVINTO MA LE CONFERME NON FANNO MAI MALE...SEI UN GRANDE UOMO!!!;-)
RispondiEliminaDOMENICO IURLARO
Grazie Domenico,
RispondiEliminale tue parole mi fanno enorme piacere.
Grazie ancora. Sono lusingato del tuo interesse per quello che scrivo
Un abbraccio
Diego
Amici iraniani...anche io sono con voi.
RispondiEliminaGrazie Diego...
Jeanval