“Io credo si tratti di puro e semplice provincialismo…Basta! Insomma, io sono andata a letto con i politici pur di fare carriera… penso che molte donne lo facciano… e non ci vedo nulla di male…”
Si prevede pioggia.
Vedo le nuvole avvicinarsi.
La radio tuttavia si sente bene, anche se queste parole meriterebbero, credo, il livello di un errore di comprensione dovuta ad interferenze, o quantomeno il rango di uno scherzo.
Non è il perbenismo che mi pervade. E neanche il tabù. Tutt’altro. Ritengo la libertà sessuale consapevole, paritaria, un vanto della maturità di una collettività. Non è questo il punto.
Mi permetto di afferrare, interpretandolo a mio modo - è evidente -, un senso di decantata vittoria liberatoria nelle parole di questa sconosciuta intervenuta. Come le dichiarazioni sfogate: nella persona che le promana creano particelle di successo, “tu, uomo, sei mio…basta un solo cenno della mia volontà sul mio corpo…e raggiungo il mio volere…”
Vincere…
Vincere, a volte, è confondere la resa, inglobandosi da vinti nel ventre di chi veramente serviamo…
Mi chiedo infatti: donna, costretta ad ammettere che vendendoti tu stia “decidendo”, non stai forse “servendo”? Intendo dire: in un mondo, ahimè profondamente maschilista, l’esclamazione “io sono andata a letto con i politici pur di fare carriera…” non presuppone già che “chi” decide è “il maschio”, che soltanto dopo saziato nei suoi bisogni più istintuali, forse, ti concederà l’accesso alla dignità dei tuoi meriti?
Non è una resa?
Spacciata per vittoria? Da me letta come “visto, che non posso altrimenti…”?
Non si tratta d’ambire a sentirsi la migliore amatrice, capace di far impazzire il destinatario delle proprie attenzioni sessuali, fine legittimo di una donna (e pur d’un uomo, parimenti); si tratta invece di voler accedere alle proprie gratificazioni sapendo, consciamente, di dover sfondare la porta del potere maschile con la resa del proprio corpo...
Ma non è già concedergli a torto, rassegnate, l’esclusiva capacità dell’intelligenza, dei valori, delle qualità? Non c’è il rischio che si tratti di giudicarsi solo al massimo “furbe”, ma mai “migliori” del “maschio-imperante”, lui, che non sa ragionare, per la maggiore, se non per il tramite del soddisfacimento dei propri attributi?
Nel frattempo sono uscito dalla macchina. La giornata di lavoro è finita e torno alle quattro ruote parcheggiate. Piove. Fortemente. Accenno una corsa..
Piove
Sono zuppo. Trovo le chiavi. Cerco di portarle alla mano sinistra per aprire la portella…scopro che avevo l’ombrello, e non me n’ero accorto…
Cose così… che accadono…cose di cui non t’accorgi…
Come il doversi difendere da questa pioggia di maschilismo imperante…
Purtroppo, un uomo…
Diego
ottima riflessione..il problema è complesso..è mucho complesso..ne parlerei per ore -come ci piace fare :)- ma tre sostanziali ragioni mi frenano dal condividere un commento serio e ragionato in questo momento:
RispondiElimina1. Se scrivessi distoglierei pericolosamente (per troppo tempo) la mia attenzione dal Manzoni, che sto ripetendo in vista degli imminenti esami :(
2. Se scrivessi sottoporrei il mio stomaco ad uno strazio eccessivo e gratuito, ed esso di certo non lo merita perché mi tratta sempre bueno. in pratica è pronto :P
3. Se scrivessi, non riuscirei a dire nulla di concretamente significante, perché le mie opinioni a riguardo sono variegate, sconfinano l'una nell'altra, e necessitano di un ordine cerebrale. Ma, come appena accennato, non ho il tempo di eseguire una simile operazione.
Conscio di essermi ugualmente dilungato (per impulsi istintuali che mi schiavizzano), rinnovo il mio apprezzamento per i tuoi piacevoli flussi di coscienza, che appassionatamente sfoghi in queste pagine virtuali. Continuerò a leggere i tuoi post.
Ciau
LudwigVan
Molto interessante!! Leggendoti mi è venuta voglia di aprire anch'io un blog su cui scrivere alcuni tra i tanti pensieri che quotidianamente assolgono ciascuna persona (perlomeno mi auguro che accada a tutti...).
RispondiEliminaChe dire. Per non cadere nel moralismo o al dito puntato della chiesa, la vedo sotto un altro punto di vista; e cioè il voler raggiungere uno scopo seguendo la via più facile, più furba e più veloce! In Italia siamo tutti troppo furbi...crediamo di poter essere tanto furbi da fregare l'altro quando vogliamo. E questo porta l'italiano a commettere qualsiasi tipo di atto.
Posso affermare che questa è una regola generale stampata nel DNA: da chi supera la fila al semaforo rosso girando a destra nonostante la persistenza della luce alta accesa a chi col SUV parcheggia sul marciapiede proprio davanti al bar dove deve andare...non so in che peccato capitale ricadrebbe, penso non in uno solamente.
Emanuele
E' la prima volta che intervengo su questo blog anche se più volte ho avuto modo di riflettere sui pensieri espressi; in questo articolo si prende spunto (immagino) dalle ultime e sempre mitiche avventure venute a conoscenza dell' opinione pubblica, del nostro "personaggio", tutto italiano, il presidente del consiglio S.B..
RispondiEliminaNon potendo parlare di tutto ciò che mi gira per la testa data la varietà di argomenti che va a toccare questo articolo cito solo alcuni miei pensieri.
Qualche giorno fa, come ogni giorno, accendo il computer e la prima cosa che faccio cerco di informarmi un minimo su quello che succede di più o meno rilevante su un quotidiano online; tra le tante notizie che mi saltano all' occhio vedo quella di questa inchiesta a Bari riguardante alcune affermazioni di d'alema; leggendo di fretta l' articolo non gli do molta attenzione perché un pò vago. Nei giorni seguenti gli articoli sull' argomento si susseguono ma un pò schifato dalle altre recenti notizie di cronaca (vedi caso Noemi, feste a villa Certosa, voli di stato e così via) decido di soprassedere ancora per un pò.
Un paio di giorni fa decido di prendere di petto l 'argomento (o di ponta come preferite) e tutto d'un fiato mi leggo tutti gli articoli correlati alla vicenda; beh non so a voi che reazioni vi abbia dato leggere di questa vicenda, ma a me in un primo momento non ha provocato nulla di eccezionale, ma poi mi riprendo mi risveglio dal mio torpore e PENSO.
Riporto alcune parole con cui inizia l'articolo:
“…Insomma, io sono andata a letto con i politici pur di fare carriera… penso che molte donne lo facciano… e non ci vedo nulla di male…”, fondamentalmente è sempre la stessa storia e la parola chiave è ASSUEFAZIONE!!!! ormai siamo assuefatti allo sbagliato, all' ingiusto, al raccomandato, al clienterismo; tutto ciò che ci circonda è fatto di ingiusto e costruito con ingiustizie.
A questo punto un cittadino come può reagire??? Può decidere: allinearsi o fare qualcosa, ma fare qualcosa è sempre più difficle che seguire la massa, io personalmente sarei per la seconda ma a dir la verità non so cosa sia questo qualcosa, oltre ad informarmi e farmi una coscienza mia, non faccio altro che aspettare un 'entità superiore, il "giusto" che ci tiri fuori dai guai ed intanto aspetto e cerco di non entrarci completamente dentro a questo "giro"; purtoppo penso che questo mio appiattimento, come quello della maggior parte della gente, sia dovuto a questo tipo di società che ti gambizza le idee, ti livella i pensieri e cerca di drogarti con l' illusione che tutto andrà meglio basta solo seguire il sistema, dimentica cos'è la fantasia!!!
RispondiEliminaIl maschilismo è una "tradizione" molto radicata in Italia più di altri paesi, un aspetto di questo allineamento generale;io la vedo così: “ io uomo sto sul mio piedistallo e fin quando posso mangiarci lo faccio, tu donna se vuoi prostrati, vendi la tua dignità, vendi il tuo corpo e potrai essere ad un livello superiore rispetto a quelle del tuo sesso ma ricorda bene sarai sempre un gradino sotto di me ”.
Una parola che ho letto ripetute volte negli articoli riguardanti questa vicenda è "escort", più o meno avevo un' idea abbastanza precisa di cosa significasse, ma ho voluto controllare sul primo dizionario online (il chè non ne fa una fonte attendibilissima):
RispondiEliminaescort (s.m. e f.) Il termine escort è un termine che in realtà si discosta leggermente dalla mera "prostituzione". Una ragazza escort,solitamente è un intrattenitrice. E' colta (spesso laureata) conosce diverse lingue, sa come intrattenere una persona attraverso il dialogo. Per questi motivi la si puo trovare spesso e volentieri accompagnare uomini d'affari in trasferta di lavoro che la "sfruttano" per mostrarsi al fianco di una bella ragazza. Non di rado l'accompagnamento e seguito da incontri sessuali, che spesso sono il motivo principe del contatto con la ragazza in questione.
Allora questa parola è stata associata più volte a queste tre ragazze, ma in questa definizione c'è qualcosa c'è qualcosa che non mi torna:
1- colta ????????????????????
2- conosce diverse lingue ??????????????????????
3- mostrarsi al fianco ?????????????????????????
Penso che questi tre punti non si possano riscontrare nel comportamento di queste ragazze, quindi vanno definite in un altro modo; proviamo con un' altra definizione allora:
prostituta s.f. donna che esercita la prostituzione
==>>
prostituzione s.f. prestazione sessuale a scopo di guadagno
Caspita credo proprio che questa definizione sia azzeccata, queste donne continuano a ripetere che il premier le ha fatte andare lì solo per cenare con lui, per usufruire della loro compagnia e discutere di non so cosa poi (ricordo che Barbara Montereale viene da "uomini e donne" e cazzate di programmi di questo tipo) anche se conoscendo Silvio non serviva avere una dialettica troppo articolata avrà fatto uno dei suoi monologhi.
Cavolo forse mi sono dilungato un pò troppo, spero che qualcuno sia riuscito ad arrivare alla fine di questo commento; chiamiamole per quel che sono e distinguamole dal resto delle donne perché se le equipariamo allora mi sa che stiamo messi male.
pv
Quale piacere ritrovare pv qui!
RispondiEliminaio come voi, sono altamente disgustato, anzi stanco. O meglio, stanco di essere disgustato. Io rappresentato da questi tizi? no no per carità...
Davvero questo è diventato il nostro modo di fare? E' "l'italian way"? ahimè penso di si. Le vie traverse sono le più gradite e non abbiamo più dignità. Durante un esame con una professoressa straniera lei ci dice: "allora non vi lamentate se poi le cose vanno male a voi italiani"...la questione? Doveva semplicemente redigere due verbali per un esame spalmato in due giorni. Era sbalordita dal fatto che nessun altro prof lo facesse. Ha chiuso con "è illegale"...e mi sono sentito piccolo piccolo da italiano. Dovremmo imparare...
Jeanval