Leggo oggi (19/02/2009) su La Repubblica un articolo di Alexander Stille. Offre una precisa analisi sulle motivazioni della noncuranza italiana (telegiornali e opinione pubblica) nel considerare privo d’interesse sociale la condanna dell’avvocato Mills. In primo grado, quest’uomo, è stato dichiarato colpevole di aver mentito per difendere gli interessi del suo corruttore. Tale corruttore sarebbe Silvio Berlusconi, nostro attuale Presidente del Consiglio.
Sembra non significare nulla.
Leggo, sempre su La Repubblica, un breviario di Antonello Caporale, dove Ghedini (avvocato di Berlusconi) affermerebbe: “La condannda di Mills? E’ una cosa marginale e Berlusconi l’ha presa con disinteresse. Lui è impegnato a governare.”
Cerco di studiare l’illuminismo in questi giorni. Condillac affermava che l’unica possibilità cognitiva dell’uomo è attraverso i sensi. Il movente di tale ricerca è il piacere, puro e semplice piacere.
Se è vero, come credo stramaledettamente, la strumentalizzazione della nostra riflessione sulla realtà è stata indirizzata a renderci indifferenti. Il nostro piacere, movente della riflessione tramite ciò che ormai abbiamo accettato essere l’oggetto della nostra unica ricerca cognitiva, quale è la televisione (vista e udito, due sensi), è diventato non già nostro diletto, ma strumento in mano ai potenti destinato alla nostra narcosi civile.
L’articolo di Alexander Stille termina, infatti, con una frase attribuita a Berlusconi, sembrerebbe conferita a Dell’Utri: “Non capisci che se qualcosa non passa in televisione non esiste? E questo vale per i prodotti, i politici e le idee”.
Forse è per questo che in tv la stragrande maggioranza delle cose è spazzatura. Utile a trasformare un cittadino in consumatore di porcherie.
Diego Fanelli
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